Enormi costruzioni lignee, i ‘gigli’, alte 25 metri e pesanti circa venticinque quintali vengono sollevate a spalla da 125 ‘cullatori’ e portate in processione per le vie della cittadina. La danza dà luogo, lungo il tragitto, a spettacolari prove di abilità e di forza. A fine processione le spalle dei ‘cullatori’, restano segnate da un’escoriazione che negli anni provoca una crescita anomala della muscolatura che prende il nome di gobba o callo, vissuta dai ‘cullatori’ come segno di devozione e sacrificio in onore di Sant'Antonio da Padova, a cui è dedicata la festa.
Laureata in regia del documentario al Dams di Bologna. Per più di dieci anni ha scritto, condotto e diretto numerosi reportage destinati alla TV (Rai 3, Rai Sat Gambero Rosso, Rai International) Dal 2015 cerca un contatto differente con le popolazioni che incontra. Decide di continuare il lavoro di documentarista impugnando la fotocamera; questo le permette di avere una visione più immediata e diretta della realtà, ma soprattutto di dare un approccio più antropologico ai suoi reportage che destina alle riviste specializzate del settore.